Il papa migliore

 

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Papa Benedetto XVI probabilmente non sarà un papa famoso per le prossime generazioni. Non tanto quanto Papa Giovanni Paolo II, almeno.

Karol Wojtyla era amato un po’ da tutti, nonostante non tutti trovassero giuste le sue parole. Il suo viso dai lineamenti morbidi, così dolce ma, allo stesso tempo, sicuro è riuscito a trasmettere fiducia ai giovani cattolici e ad avvicinarne di nuovi alla Chiesa.

All’opposto abbiamo Papa Benedetto XIV con dei lineamenti più spigolosi, un carattere più introverso e meno predisposto a viaggiare. Quel che è risaltato subito ai primi fatti di cronaca che riguardano il Vaticano e Joseph Ratzinger è la riammissione di un prete pedofilo al servizio sacerdotale a Monaco mentre Ratzinger era Arcivescovo. Papa Benedetto XVI risultava meno adatto nella gestione di uno scandalo del genere perché così poco capace di influenzare gli ascoltatori rispetto Giovanni Paolo II.

In realtà occorre dire che quest’ultimo non era capace di amministrare alcune faccende né tanto meno di delegarle, lasciando il suo successore tra le accuse perché, tra gli anni ‘80 e ‘90, incapace di decidere in tempi brevi la riduzione allo stato laicali dei preti rimossi dal loro ministero.

Interessante anche mettere a confronto l’atteggiamento dei due Papi nei confronti dei Legionari di Cristo: Woityla difendeva il fondatore Marcial Maciel Degollade da qualsiasi tipo di accusa e riceveva grandi donazioni da parte di questo; Joseph Ratzinger, invece, respinse la donazione di una busta di denaro al termine di una lezione a un gruppo di Legionari di Cristo. E fu proprio lui, Ratzinger, a volere l’apertura di un’inchiesta sul caso di Hans Hermann Groer, il cardinale viennese accusato di pedofilia, ma il Vaticano ostacolò le sue spinte; e fu sempre lui, nel 2004, a voler riaprire un’inchiesta contro Maciel Degollado.

Così, Papa Benedetto XVI a differenza di chi lo ha preceduto è riuscito a dare una risposta concreta agli scandali del Vaticano

Roma e San Gregorio I

 

sangSan Gregorio I fu un papa della chiesa Cattolica: il suo messaggio di pace e compassione e la sua personalità erano talmente forti che fu venerato come santo anche dalle chiese cristiane Ortodosse.

Nacque intorno al 540 D.C e da un documento storico del 573 si può appurare come intraprese inizialmente la carriera politica, dopo aver terminato gli studi di grammatica, diventando prefetto di Roma. Successivamente si dedicò anima e corpo all’assistenza ai bisognosi, ispirato da Benedetto da Norcia: utilizzò anche le sue fortune patrimoniali per i più poveri, arrivando a trasformare molti dei suoi possedimenti immobiliari in monasteri di accoglienza per chi ne aveva bisogno.

Dopo aver lasciato la carica politica, divenne monaco e cominciò una vita spirituale dedicata allo studio della bibbia.

Fu poi inviato a Costantinopoli per tentare di ottenere aiuti contro l’invasione dei Longobardi.

Ormai figura della chiesa di prestigio, divenne capo dello stato pontificio dopo la morte di Papa Pelagio II.

 

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Erano anni difficili, a causa di pestilenze e carestie e la leggenda narra che Gregorio organizzò una processione di tre giorni alla basilica di Santa Maria Maggiore per chiedere l’aiuto divino contro le recenti sfortune: durante la processione gli apparve la visione dell’arcangelo Michele che riponeva la spada nel fodero in cima alla mole Adriana. Questa apparizione venne interpretata come un segno della imminente fine della carestia e da quel giorno la mole fu chiamata Castel Sant’Angelo.

Durante il suo mandato papale si occupò sempre dei bisognosi, ma anche delle questioni interne alla chiesa, cercando di ripulire sotto il profilo etico la Curia Romana. Giocò anche un ruolo importante in campo politico, cercando di arrivare a negoziati con i Longobardi per una convivenza pacifica. Papa Gregorio lasciò ai posteri anche i famosi canti gregoriani, nati dal desiderio di riorganizzare le liturgie cattoliche.

Papa Gregorio I

 

 

gregoPapa Gregorio I fu denominato Magno in relazione alle sue numerose opere. Vissuto a cavallo del VI-VII secolo d.C., diventò papa nel 590. Venerato come santo non solo dalla Chiesa cattolica, ma anche da quella ortodossa, il suo pontificato avvenne in un periodo decisamente buio della storia del nostro Paese.

Nonostante fosse piuttosto cagionevole di salute, la sua mente e la sua forza morale hanno incantato chiunque lo abbia conosciuto, trasformandolo in una vera e propria luce per il Medioevo.

Papa Gregorio I prese numerosi provvedimenti mirati a riordinare l’istituzione monastica e a regolamentare i rapporti all’interno dell’organizzazione ecclesiastica. I monasteri acquisirono una maggiore autonomia giuridica, in modo che non vi potessero essere ingerenze tra la vita economica e quella spirituale.

Oltre ad essersi occupato ampiamente della vita religiosa, si fece notare anche in ambito politico. Infatti, mentre i Longobardi continuavano a devastare il nostro Paese, Papa Gregorio I invocò l’aiuto dell’Impero, ma nel frattempo, l’invasione continuava. I barbari facevano fuggire il clero e catturavano molti prigionieri, che il papa fu costretto a riscattare con i suoi beni personali.

Nel 591, poi, ai vari problemi si aggiunse la politica espansionistica di Agilulfo, duca di Spoleto, di origine longobarda. Egli mirava a conquistare le città bizantine che si trovavano nel tratto tra Ravenna e Roma. Il duca non si limitò a questo, ma tentò anche di invadere Roma, anche se l’assedio si risolse in un’estorsione di tributi.

Fu proprio Papa Gregorio I che, davanti alla morte e alle sofferenze degli abitanti della città e ad un esercito imperiale per niente efficiente, che decise di scendere a patti con Agilulfo per salvare i cittadini.

3 settembre

 

 

Il 3 Settembre la Chiesa Cattolica commemora e festeggia San Gregorio Magno, che in vita fu un buon uomo religioso e il 64esimo Papa della Chiesa di Roma.

Nacqua nel 540 d.C. da una famiglia fortemente religiosa, si basti pensare che la madre era Santa Silvia; inoltre la sua famiglia era ben conosciuta a Roma e ritenuta prestigiosa. Dopo aver terminato gli studi di grammatica San Gregorio Magno intraprese la carriera politica, fino a diventare prefetto di Roma. Ma il suo legame con la religione era così forte che lasciò la politica e diventò monaco. Avrebbe voluto dedicarsi totalmente alla religione e alla spiritualità ma quando i Longobardi invasero Roma fu inviato in missione a Costantinopoli dal Papa per chiedere aiuto. Lì vi rimase sei anni e ritornò a Roma per ritornare al suo monastero. Nel 590 il Papa morì e Gregorio Magno fu acclamato dal popolo e dal Senato, pur contro il suo volere.

Durante un periodo di grande difficoltà per Roma invitò la popolazione tutta a sfilare in una processione, una lunga preghiera in una fase difficile per la città, contemporaneamente invasa dai Longobardi, dalla pestilenza e dalla inondazione dle Tevere. Durante la processione sulla mole Adriana vide l’Arcangelo Gabriele posare la spada nel fodero e interpretò questa visione come un vicino miglioramento.

Durate il suo ponteficato la città di Roma riuscì a torvare un accordo con i Longobardi e con altri popoli barbari. Alcuni di loro furono anche evangelizzati, poiché eretici.

Morì il 2 marzo 604 e il suo corpo fu sepolto nella Basilica di San Pietro.

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L’Ordine di San Benedetto

 

 

L’Ordine di San Benedetto è una confederazione di monaci che professano la regola di San Benedetto di Norcia; i monaci benedettini aggiungono al loro nome la sigla O.S.B..

Le origini della fondazione risalgono attorno al 529, quando Benedetto e la sua comunità si rifugiarono a Montecassiono, riuscendo a convertire gli abitanti del luogo al cristianesimo, poiché al tempo ancora devoti al culto del dio pagano Apollo.

Qui a Montecassino scrisse la sua Regola monastica, adatta anche ai monasteri maggiori e situati in altre zone geografiche. San Gregorio Magno mise in rilievo nei suoi libri dei Dialoghi la vita di San Benedetto, diffondendole e propagando la sua Regola in molti luoghi, arrivando fino in Inghilterra.

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Inizialmente i monasteri erano principalmente comunità composte da laici ma nel IX secolo il sacerdozio iniziò a diventare fondamentale all’interno della vita dei monaci. Le abbazie benedettine diventarono anche importanti centri culturali, custodi di testi antichi; alcuni divennero anche centri per l’educazione dei giovani.

A seguito del dissolvimento dell’impero carolingio, delle scorrerie degli Ungheri e degli attacchi dei pirati l’Ordine subì una profonda crisi. Il monachesimo benedettino fu salvato dalle riforme promosse da alcuni monasteri: Cluny, a Camaldoli, a Cîteaux, a Vallombrosa, a Montefano, a Montoliveto e a Santa Giustina di Padova, e queste congregazioni seguivano gli insegnamenti di San Benedetto, pur restando indipendenti tra loro, anche come forma di governo.

Tra il XIII e il XIV secolo il monachesimo benedettino si avviò verso il declino, poiché le comunità erano abitate da pochi membri, che preferirono come pastori i frati proveniente dagli ordini mendicanti. Ci furono vari tentativi per cercare di risanare l’Ordine, come il movimento “de Unitate”, ma con la diffusione del Protestantesimo nei paesi europei il monachesimo benedettino scomparve nei regni di Danimarca, Svezia, Norvegia, Olanda.

Nell’Ottocento ci fu una ripresa, con la formazione di nuove congregazioni in tutta Europa. Nel 1846 fu fondato anche il primo monastero benedettino negli Stati Uniti d’America, a Latrobe, nel 1846. Nel 1887 Andrea Amrhein fondò una casa religiosa per la formazione dei missionari, secondo l’opera di evangelizzazione dei benedettini nel Medioevo.

Papa Leone XIII riunì le congregazioni di monasteri benedettini in una confederazione, sotto la presidenza di un abate, le cui competenze furono definite nella congregazione per i Vescovi e i Regolari.